Articolo aggiornato da Bindcopy in giugno 2026
La struttura della tesi di laurea è lo schema di base che ogni studente deve conoscere prima di iniziare a scrivere. Ogni tesi è composta da una serie di sezioni — alcune obbligatorie, alcune facoltative — che seguono un ordine preciso e servono a dare al lavoro una logica chiara, sia per il lettore che per la commissione.
Conoscere la struttura in anticipo ti evita di dover risistemare tutto all’ultimo momento: sai già dove va l’abstract, quando scrivere l’introduzione, cosa mettere nelle appendici e come impostare la bibliografia.
In questa guida trovi tutti gli elementi della tesi di laurea, nell’ordine corretto, con indicazioni pratiche su quando e come inserirli.
⚠️ Nota importante: controlla sempre le linee guida del tuo Dipartimento. Alcune università hanno requisiti specifici su formato, ordine delle sezioni e lunghezza minima. Questa guida segue la struttura standard, ma il regolamento del tuo ateneo ha sempre la precedenza.
Come è strutturata una tesi di laurea: schema generale
Una tesi di laurea si divide in elementi obbligatori — quelli che non possono mancare — ed elementi facoltativi, che dipendono dall’ateneo, dal tipo di tesi e dalle indicazioni del relatore.
L’ordine standard è sempre lo stesso:
Elementi obbligatori (nell’ordine):
- Frontespizio
- Indice
- Introduzione
- Capitoli
- Conclusioni
- Bibliografia
Elementi facoltativi (nelle posizioni indicate):
- Dedica — dopo il frontespizio
- Abstract — dopo l’indice, prima dell’introduzione
- Appendici — dopo le conclusioni, prima della bibliografia
- Ringraziamenti — dopo la bibliografia, in ultima posizione
Gli elementi obbligatori della tesi di laurea
Il frontespizio
Il frontespizio è la copertina interna della tesi. Contiene tutte le informazioni formali identificative del lavoro e della persona che lo ha prodotto. Di solito include:
- Nome dell’università e del dipartimento
- Corso di laurea
- Titolo della tesi
- Nome e numero di matricola del laureando
- Nome del relatore
- Anno accademico
Se la tua tesi ha anche un correlatore, il nome va indicato subito sotto quello del relatore. È un dato formale che molti dimenticano: la keyword “correlatore tesi” è tra le più cercate da chi sta compilando il frontespizio proprio perché crea dubbi.
Per i dettagli su come impostare il frontespizio su Word, leggi la nostra guida al frontespizio della tesi →
L’indice
L’indice elenca tutte le sezioni e i capitoli della tesi con i relativi numeri di pagina. Va posizionato subito dopo il frontespizio (o dopo la dedica, se presente).
Su Word è possibile generarlo automaticamente usando gli stili di formattazione: inserisci gli stili Titolo 1, Titolo 2 e Titolo 3 nei tuoi capitoli e paragrafi, poi vai su Riferimenti → Sommario automatico. In questo modo l’indice si aggiorna con un clic ogni volta che cambia la paginazione.
Leggi la guida completa: Come creare il sommario automatico su Word →
Indice o sommario: qual è la differenza?
Nella pratica universitaria italiana i due termini vengono usati come sinonimi, ma tecnicamente non sono identici. L’indice è l’elenco delle sezioni con i numeri di pagina. Il sommario include anche una breve descrizione del contenuto di ciascuna sezione.
Word genera automaticamente uno strumento chiamato “Sommario” che funziona come indice — cioè elenca i titoli con le pagine, senza descrizioni. Per questo motivo, in quasi tutte le tesi italiane, “indice” e “sommario” indicano la stessa cosa. Salvo diversa indicazione del tuo dipartimento, non preoccuparti della distinzione: usa “Indice” come titolo della sezione e sei a posto.
L’introduzione
L’introduzione presenta il tema della tesi, il contesto in cui si inserisce, le domande di ricerca e la struttura del lavoro. È più lunga di un abstract: occupa generalmente 4-5 pagine.
Un consiglio che vale sempre: scrivi l’introduzione per ultima. Solo quando hai completato la tesi sai esattamente cosa hai dimostrato e come hai strutturato il lavoro. Scriverla per prima significa riscriverla quasi completamente alla fine.
I capitoli
I capitoli sono il corpo della tesi. Non esiste un numero fisso: dipende dall’argomento, dal tipo di tesi e dalle indicazioni del relatore.
Come orientamento generale:
- Tesi triennale: 3-4 capitoli
- Tesi magistrale: 4-6 capitoli
Nelle tesi compilative i capitoli iniziali inquadrano il tema teorico, quelli centrali sviluppano l’analisi, l’ultimo trae le fila prima delle conclusioni. Nelle tesi sperimentali c’è di solito un capitolo dedicato alla metodologia e uno ai risultati.
Se non sai quanti capitoli fare, parlane con il tuo relatore prima di iniziare a scrivere: è una delle domande più sensate che puoi fare.
Le conclusioni
Le conclusioni riprendono le domande poste nell’introduzione e presentano le risposte emerse dalla ricerca. Non sono un riassunto dell’intera tesi — quello lo fa l’abstract — ma la risposta argomentata alle domande con cui hai aperto il lavoro.
La lunghezza standard è di 7-8 pagine, ma anche qui le indicazioni del relatore vengono prima di qualsiasi regola generale.
La bibliografia
La bibliografia elenca tutte le fonti citate nel testo. Il formato dipende dallo stile citazionale richiesto dal dipartimento (APA, Chicago, MLA, o formato libero). In ogni caso, va sempre organizzata in modo coerente: stesso formato per tutte le voci.
Se hai usato anche fonti online, aggiunge una sitografia separata con gli URL e la data di consultazione.
Gli elementi facoltativi della tesi di laurea
La dedica
La dedica è facoltativa e breve: una riga, raramente più di tre. Va posizionata sul retro del frontespizio o sulla pagina successiva, sempre prima dell’indice. Il tono può essere formale o personale — non ci sono regole.
L’abstract
L’abstract è un riassunto sintetico dell’intera tesi: obiettivo, metodo, risultati e conclusioni in 200-300 parole, massimo una pagina. Nelle tesi magistrali è quasi sempre richiesto; nelle triennali compilative dipende dall’ateneo.
Dove va posizionato: dopo l’indice, prima dell’introduzione.
Alcune università richiedono l’abstract in italiano e in inglese. Controlla le linee guida del tuo dipartimento.
Qual è la differenza tra abstract e introduzione?
Sono due sezioni diverse per struttura, lunghezza e funzione.
L’abstract è brevissimo (200-300 parole, una pagina) e descrive in modo compresso l’intero lavoro: cosa hai studiato, come, cosa hai trovato. Serve a chi deve decidere in pochi secondi se la tesi è rilevante per i suoi scopi.
L’introduzione è più lunga (4-5 pagine) e sviluppa il contesto, la motivazione della ricerca, le domande che guideranno il lavoro e la struttura dei capitoli. È il vero inizio della lettura.
La regola pratica: se hai 30 secondi per spiegare la tua tesi, dici quello che va nell’abstract. Se hai 5 minuti, dici quello che va nell’introduzione.
Le appendici
Le appendici raccolgono il materiale di supporto che sarebbe troppo ingombrante nel corpo del testo: tabelle di dati, questionari, trascrizioni di interviste, immagini, documenti originali.
Vanno posizionate dopo le conclusioni e prima della bibliografia. Si etichettano come Appendice A, Appendice B e così via, ognuna con il proprio titolo.
Inserisci qualcosa in appendice solo se è effettivamente utile per chi vuole approfondire — non per allungare la tesi.
I ringraziamenti
I ringraziamenti vanno in ultima posizione, dopo la bibliografia. Non hanno una lunghezza fissa. Il relatore e il correlatore vanno sempre ringraziati; famiglia, amici e colleghi sono a discrezione.
Esempio di apertura formale: “Ringrazio il Prof. [Nome Cognome] per la disponibilità e i preziosi consigli durante la stesura di questo lavoro.”
Leggi la guida completa: Il codice QR nei ringraziamenti di laurea: l’ultimo must have →
Formato e impaginazione della tesi
Ogni università ha le proprie specifiche, ma esiste uno standard diffuso che vale come punto di partenza quando le indicazioni del dipartimento non sono dettagliate.
- Font: Times New Roman o Arial, corpo 12pt
- Interlinea: 1,5 righe (alcune università accettano solo doppia interlinea — verifica)
- Margini: superiore e inferiore 2,5 cm, sinistro 3 cm (serve per la rilegatura), destro 2 cm
- Numerazione pagine: parte dalla prima pagina di testo (di solito l’introduzione), non dal frontespizio
Per la guida completa su come impostare questi parametri su Word — margini, stili, numerazione automatica, sommario — leggi: Guida all’impaginazione della tesi di laurea su Word →
Guarda il video: come strutturare la tesi di laurea
Vuoi vedere come impostare concretamente la struttura della tua tesi? Guarda il nostro video: ti mostriamo passo dopo passo come organizzare il documento per una tesi di laurea perfetta.
Hai verificato che la tua tesi abbia tutte le sezioni? Se hai ancora dubbi su un elemento specifico, torna su questa guida: la aggiorniamo regolarmente con le domande che riceviamo dagli studenti.
E quando hai finito di scrivere e sei pronto per la stampa, ricorda che da Bindcopy puoi ordinare online con consegna a Parma o spedizione in tutta Italia — in pochi clic, senza file e senza stress dell’ultimo momento.
Domande frequenti sulla struttura della tesi di laurea
Come è strutturata una tesi di laurea?
Una tesi di laurea è composta da elementi obbligatori — frontespizio, indice, introduzione, capitoli, conclusioni, bibliografia — e da elementi facoltativi come dedica, abstract, appendici e ringraziamenti.
L’ordine standard segue questa sequenza: frontespizio → dedica (se presente) → abstract (se previsto) → indice → introduzione → capitoli → conclusioni → appendici (se presenti) → bibliografia → ringraziamenti.
Quanti capitoli deve avere una tesi di laurea?
Non esiste un numero fisso. Come orientamento: una tesi triennale ha generalmente 3-4 capitoli, una tesi magistrale 4-6. Il numero dipende dall’argomento, dal tipo di tesi (compilativa o sperimentale) e dalle indicazioni del relatore. In caso di dubbio, chiedilo direttamente a lui prima di iniziare.
Qual è la differenza tra indice e sommario nella tesi?
Nella pratica universitaria italiana vengono usati come sinonimi. Tecnicamente, l’indice elenca le sezioni con i numeri di pagina; il sommario include anche una breve descrizione di ogni sezione. Word genera automaticamente uno strumento chiamato “Sommario” che funziona come indice. Salvo indicazioni specifiche del tuo dipartimento, i due termini indicano la stessa cosa.
L'abstract è obbligatorio nella tesi di laurea?
Dipende dall’ateneo e dal tipo di tesi. È quasi sempre richiesto nelle tesi magistrali e in quelle sperimentali; meno frequentemente nelle triennali compilative. Controlla le linee guida del tuo dipartimento — spesso si trovano nel regolamento didattico o vengono comunicate dal relatore.
Qual è la differenza tra abstract e introduzione?
L’abstract è un riassunto brevissimo (200-300 parole, una pagina) che descrive obiettivo, metodo e risultati della tesi. L’introduzione è più lunga (4-5 pagine) e sviluppa il contesto, le domande di ricerca e la struttura del lavoro. L’abstract dice cosa hai fatto; l’introduzione spiega perché e come.
Qual è l'ordine delle prime pagine di una tesi di laurea?
L’ordine standard è: 1) Frontespizio, 2) Dedica (facoltativa), 3) Abstract (se previsto), 4) Indice, 5) Introduzione. Alcune università invertono abstract e indice — controlla le linee guida del tuo dipartimento.
Leggi anche:
- Guida all’impaginazione della tesi di laurea su Word — margini, font, stili e sommario automatico
- Come creare il sommario automatico su Word — passo dopo passo
- Come inserire le note a piè di pagina su Word — guida pratica
- Come inserire i numeri di pagina su Word — con numerazione personalizzata








