Benvenuto a Parma, benvenuto in università!
Non conosci nessun altro studente, forse hai anche pochi amici in città, non ti è chiaro come organizzarti con gli orari, le materie di studio e la tua nuova vita…
Hai davanti a te alcune trappole in cui puoi cadere inavvertitamente con la grazia di un elefante in una cristalleria.
La buona notizia è che ci siamo passati tutti, cadendo in qualcuna e schivandone altre. La vita da matricola è un mix di entusiasmo e spaesamento: è normale fare errori, l’importante è riderci sopra e imparare a evitarli (leggendo questo articolo).
La cattiva notizia è che se non schivi le trappole perdi tempo e soldi.
Elenchiamo qui sotto le 10 trappole più comuni all’inizio dell’UNI.
1° trappola: comprare tutti i libri il primo giorno
Calma! Non farti prendere dall’ansia da prestazione: “Se non ho subito i libri, se non inizio ieri a studiare sul libro, sarò spacciato”.
L’unico risultato certo che avrai sarà il tuo portafoglio vuoto.
Spoiler: a volte bastano le dispense del prof o gli appunti del corso per preparare un esame.
Anche se svaligerai la libreria in un secondo tempo non ci saranno problemi.
2° trappola: saltare la prima settimana
pensando che “non fanno nulla”. La prima settimana di lezione i professori si presentano ed inquadrano anche te, spiegano gli argomenti salienti del loro corso e tu capisci chi di loro spiega bene e quali corsi è necessario frequentare, ti annoti gli orari veri e cominci ad orientarti nel labirinto delle aule universitarie.
Meglio esserci, se salti rischi di recuperare solo a dicembre (forse).
3° trappola: fidarsi ciecamente della mensa
Non ti fissare, diventando un cliente fedelissimo o evitandola come la peste.
La verità sta nel mezzo: sperimenta i diversi piatti e alterna i tuoi pasti con piadine, schiscette portate da casa e caffè salvavita.
4° trappola: non chiedere aiuto
perché sei timido oppure hai paura di sembrare impreparato. Credi che gli altri siano nati imparati???
Spoiler: in tanti fingono di avere la situazione sotto controllo ma nessuno ce l’ha davvero.
Cercati qualche alleato prezioso, un tutor, qualche studente più grande, il bibliotecario…
5° trappola: pensare che qualcuno ti tenga sotto controllo
All’università non c’è il registro elettronico, se non vai a lezione, se non ti iscrivi a un appello, nessuno ti rincorre.
Se non prendi appunti sono problemi tuoi, se arrivi tardi e non riesci a dare un esame sono sempre problemi tuoi.
Autogestione è la parola chiave.
Sei nell’età adulta e ti tocca prenderti le tue responsabilità. Agenda, app e post-it promemoria possono diventare indispensabili per non dimenticare date di appelli o scadenze universitarie.
6° trappola: vivere solo di feste (o solo di libri)
Non essere un eremita ma neanche onnipresente alle feste. Gli estremi non aiutano: tra notti insonni a ballare e settimane chiuso in biblioteca, la verità è che serve equilibrio.
Il sonno resta la miglior arma per passare esami e sopravvivere alle lezioni delle 8.30 e la mente ha bisogno di rilassarsi e svuotarsi per potersi riempire di nuovo.
Un paio di feste alla settimana possono bastare.
7° trappola: ignorare il piano di studi
Questa è una trappola in cui non dovresti proprio cadere!!! Leggi i regolamenti e imparati quasi a memoria il tuo piano di studi. Ci sono esami propedeutici ad altri e che possono bloccare il tuo percorso.
Iscriverti agli esami “a sentimento” non funziona: prima di programmare gli esami in modo azzardato almeno chiedi a chi ci è già passato.
8° trappola: usare la biblioteca come un bar
e viceversa. Ogni spazio ha il suo ruolo: in biblioteca si studia, al bar si socializza. Netflix in cuffia e chiacchiere non fanno curriculum e spesso innervosiscono gli altri studenti. Va bene socializzare ma ricordati che non tutti apprezzano l’aperitivo improvvisato in sala studio.
Spoiler: non superare i 6 caffè al bar quotidiani, ne risentirebbe il tuo organismo.
9° trappola: ridursi all’ultimo minuto per cercare casa e materiali
Che sia trovare casa, stampare appunti o preparare un esame, arrivare lunghi porta solo guai.
Il risultato può essere avere coinquilini improbabili e/o appunti incompleti o inesistenti. Giocare d’anticipo ti salverà la vita accademica e non rischierai di perdere qualche appello.
10° trappola: pensare di dover fare tutto da solo
L’università non è una sfida in solitaria, si vive e si impara molto meglio frequentando gli altri. La vita richiede capacità di socializzare, gli studenti che sono con te a lezione saranno i tuoi colleghi di domani e sarà meraviglioso che qualcuno di loro diventi una persona con cui confrontarti serenamente sul lavoro.
Le facoltà, se non sei socievolissimo, propongono gruppi studio, associazioni e community per matricole, che sono il vero superpotere delle matricole.
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Ok, sbagliare fa parte del percorso, ma con un po’ di furbizia puoi saltare le buche più grandi.
L’università non è un campo minato: basta guardare dove metti i piedi… e magari avere un piano B (e un panino in borsa). L’importante è non farsi travolgere e ricordare che ogni passo falso è un’esperienza.
Quando sei in dubbio, segui la regola d’oro: chiedi, condividi, respira…










