Benvenuta, matricola!
Ti sei iscritta. Hai premuto “invio” sul modulo online, hai ricevuto una mail con la conferma e sei ufficialmente una matricola.
Sei all’università.
Essere una matricola
Lo sognavi da tempo ma è anche l’ingresso in un territorio sconosciuto. Sei euforica, varchi per la prima volta i corridoi dell’università, con timore, orgoglio, adrenalina. Ti guardi intorno e trovi aule piene di sconosciuti, bacheche digitali e cartacee piene di avvisi. Hai la sensazione di entrare nel mondo dei grandi, in un luogo che profuma di futuro e possibilità.
Ti immagini nuove amicizie, lezioni che ti appassionano, giorni intensi e pieni…
Poi, all’improvviso, arrivano incertezza e confusione. Non capisci dove andare, il sito dell’università sembra un labirinto, trovare l’aula giusta è una grande sfida. Ti chiedi se gli altri sanno davvero cosa stanno facendo o se, come te, stanno solo fingendo sicurezza. Buona la seconda.
I corsi cominciano prima che tu sia pronta. Tutto è nuovo, l’organizzazione delle lezioni, i professori che parlano un linguaggio tecnico, le aule grandi, il libretto universitario, i crediti formativi, il portale online. Anche solo capire dove si trova l’aula giusta può sembrare un’impresa.
Ti senti piccola, invisibile in mezzo a una folla che non conosci, nessuno ti saluta. Ti manca il banco delle superiori, la tua classe, i professori che ti conoscevano per nome. Qui sei un numero, e fa un po’ paura.
La nostalgia
La nostalgia si fa spazio, soprattutto se hai cambiato città, lasciato la tua famiglia e gli amici di sempre, il letto di casa, il cibo di mamma. Eccola, arriva quando torni a casa dopo una giornata piena e ti trovi in una stanza diversa dalla tua, con una routine ancora da costruire.
È normale. Stai ricominciando tutto da capo e ci vuole tempo. Sappi che nessuno nasce “pronto per l’università”. Datti il permesso di essere disorientata.
Il disagio è un segno che stai uscendo dalla tua zona di comfort, che stai crescendo.
È il momento in cui l’autonomia tanto desiderata si trasforma improvvisamente in solitudine. Guardati intorno, cerca qualcuno con cui scambiare due parole. Ti farai nuove amicizie, avrai qualcuno con cui condividere ansie, domande e successi. Se non succede subito, succederà.
Hai l’occasione di imparare a gestire una situazione di disagio. Non fare l’eroe, però; se non riesci a stare nel discomfort, se qualcosa ti pesa troppo parlane, con i coinquilini, con l’amica lontana, con tuo fratello, con un professionista dell’aiuto. Non aspettare il crollo per chiedere supporto. Farlo è un atto di intelligenza emotiva, non di debolezza.
La paura
C’è anche la paura: di non farcela, di non riuscire a superare gli esami. Se non passi un esame non viverlo come una tragedia. È normale fallire nella vita, solo in Italia lo viviamo come un cataclisma. Il punto non è evitarlo ma non lasciare che ti blocchi. Vai avanti e credi in te. Sempre.
Ricordati che l’università non è una gara, neanche contro te stessa. Se ti focalizzi solo sul “devo passare l’esame” rischi di perdere il gusto di ciò che stai facendo. Chiediti ogni tanto “Perché lo sto studiando?”. Anche una piccola risposta può aiutarti a ricominciare.
C’è la paura di deludere le aspettative, le tue, quelle dei tuoi cari. Ti chiedi se hai scelto la strada giusta. Alcuni giorni andrai a lezione al massimo, altri starai in pigiama a chiederti cosa stai facendo. Tutto normale. Gli esami sembrano mostri mitologici e ti sembra che tutti siano più preparati di te. Fa parte del processo. Sappi che non devi dimostrare nulla. L’università è il luogo dove puoi imparare a sbagliare, a non sapere, a faticare: devi solo permetterti di vivere l’esperienza in modo autentico, sei tu ad essere importante, non i tuoi voti.
La vera libertà
Infine scoprirai che sei libera. Puoi scegliere ed organizzarti come vuoi. Nessuno ti controlla, nessuno ti dice cosa fare. Può essere travolgente all’inizio, non perdere la bussola, la libertà è un dono e una responsabilità che ricade totalmente su di te.
Per qualcuno è un’opportunità da cogliere al volo, per altri un peso difficile da sostenere. Impara ad ascoltarti, osservarti, prendere decisioni. Saltare una lezione, passare una settimana senza studiare, ti insegna qualcosa su di te. Su come stai, come ti organizzi, cosa ti appassiona.
Se hai bisogno di consigli su come conciliare vita sociale e studio, leggi qui.
Qualcosa di nuovo da imparare
Ogni giorno impari qualcosa di nuovo. Trovi un bar dove il caffè ti piace. Incontri una persona che ti sorride. Entri in aula e, per la prima volta, capisci davvero quello che dice un docente. Ti senti di appartenere. Stai costruendo un nuovo te. In fondo speri che questo percorso ti dia qualcosa di importante. Che alla fine, guardandoti indietro, tu possa dire: “Ne è valsa la pena”. Le piccole scoperte quotidiane diventano pezzi di un puzzle che piano piano si compone. Senti che le cose andranno bene, che le materie ti piaceranno.
Giustamente provi un senso di orgoglio. Perché ci stai provando. E questo basta.
Un atto di coraggio
Essere matricola è un atto di coraggio. È accettare di uscire dalla propria zona di sicurezza e scegliere comunque di andare avanti. È imparare a stare nel dubbio, nella fatica, nell’ignoto. È un periodo pieno di prime volte, di errori, di passi falsi. Ma anche di scoperte, conquiste, e momenti che ricorderai per sempre. Stai iniziando una storia che è solo tua. Vivila tutta. Anche quando ti sembra di non capire nulla. Perché è proprio lì, nel mezzo del caos, che impari come costruire un futuro, quello che sogni. Non pianificare tutto. Lascia che la vita ti sorprenda. È lì che succedono le cose più belle.
«Bisogna avere un caos dentro di sé per partorire una stella danzante»
diceva un filosofo del secolo scorso…
nientepopodimeno di Nietzsche.
E se lo diceva lui…













