Cos'è una mappa mentale?
Lo dicono le parole, sono mappe, rappresentazioni grafiche di una zona. In questo caso siamo noi a creare una zona nella nostra mente.
Si vabbè, e a noi ? A noi possono interessare per prendere appunti al meglio, studiare, ripassare, seguire un filo logico… ma anche per memorizzare un discorso, tipo l’esposizione di una tesi di laurea. Per chiarirsi su come organizzare la giornata o per prendere decisioni insieme.
La mappa mentale è una rappresentazione grafica del nostro pensiero, quasi senza testo, utile anche per illustrare ad altri i concetti (appresi o già nostri), spiegando loro come si legge. È molto intuitiva.
Cioè, è praticamente uno schema? Noooo!
Lo schema non segue regole.
La mappa concettuale segue le regole che ci facciamo; il diagramma di flusso ha regole diverse.
La mappa mentale è altra cosa.
È efficace perché è sintetica, creata da noi stessi, per comunicare ad altri con l’uso di colori e immagini (che ci aiutano a ricordare).
Sviluppa la modalità di pensiero dei nostri pensieri, che è radiale e non sequenziale, e incuriosisce l’altro che ci ascolta.
Ma veniamo al dunque, come si disegna una mappa mentale?
- foglio A4 in orizzontale. Sfrutta al meglio le potenzialità del nostro campo visivo, che è più ampio in senso orizzontale
- si scrive al centro il tema della mappa
- si decide il punto di partenza, di solito si legge in senso orario, partendo dalle 12
- si scelgono le parole chiave, da scrivere sui rami principali, che poi si specificano, si analizzano con altre parole nei rami secondari
- si sviluppa con i rami
I rami principali sono simili, tutti con uguale importanza (ramo genitore).
I rami secondari sono anche essi simili tra loro (ramo figlio).
Un ramo è curvo, perché il nostro cervello pensa “in modo curvo, non con il righello”.
- è lungo come la parola chiave che ci scrivo sopra.
- la parola chiave deve essere colorata e accompagnata da un’immagine (non dobbiamo essere Picasso, basta che ci dica qualcosa, può essere anche simbolica).
I rami sono sempre orientati verso l’esterno. Non si curvano mai verso il centro.
I rami possono essere collegati tra loro da frecce (anche tratteggiate).
Le parole chiave sono “parole gancio”, a cui possiamo collegarne altre.
L’ordine di memorizzazione delle informazioni inizia da quella più generale (il titolo della mappa) orientandosi verso argomenti sempre più dettagliati.
I colori possono essere usati per argomento (tutti i rami dello stesso colore per lo stesso argomento) o per importanza (tutti i rami principali di un colore, i secondari di un altro e così via). O come più ci piace.
Nello stesso modo le parole possono essere scritte in modo diverso a seconda di cosa esprimono, per importanza o secondo un tema.
Le immagini non necessariamente illustrano la parola, ci servono soprattutto se abbiamo memoria fotografica, fanno da gancio mentale per ricordarci un concetto, in piena libertà, con associazioni di idee anche molto personali.
Conclusione
Con un po’ di allenamento diventerà facilissimo scrivere una mappa mentale.
Si producono in modo diverso per usi diversi, che siano per studiare, per prendere appunti a lezione, per prendere decisioni da soli o con amici o parenti, per un brainstorming o per altro.
In questo articolo sulle mappe mentali ti raccontiamo nei dettagli come compilarle quando si studia o quando devi prendere delle decisioni.
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